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Missionari Monfortani d'Italia

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Fr. Leopoldo Bianchin (1913-1994)






Nascita: 01.11.1913 - Solagna (Vi)
Professione: 08.09.1949 - Castiglione T. (To)
Morte: 05.06.1994 - Arbizzano (Vr)
Sepoltura: Arbizzano (Vr)


Emilio Bianchin, divenuto fratel Leopoldo con la professione religiosa, nasce a Solagna (Vi) il primo novembre 1913. Cresce in buona famiglia cristiana e in un ambiente segnato dalle più belle tradizioni cattoliche del tempo. È operaio, quando lo sorprende la guerra e lo costringe a partire per il fronte. Fatto prigioniero, trascorre lunghi mesi a Vienna dove conosce fame e privazioni. Al termine della guerra percorre a piedi i chilometri di strada che da Vienna portano alla nativa Solagna. Questo epico viaggio di ritorno e l’esperienza della guerra restano ben impressi nella mente di fratel Leopoldo e affiorano spesso nelle sue conversazioni.

Dopo aver ripreso la vita da operaio per alcuni anni, nel 1948, alla bella età di 35 anni, chiede di entrare nella Compagnia di Maria come religioso fratello e inizia il noviziato a Castiglione (To), dove l'8 settembre 1949 emette la sua prima professione religiosa. Dopo di lui un suo fratello lo segue nello stesso ideale di consacrazione religiosa: fratel Mariano (Maggiorino) che professa esattamente un anno dopo l’8 settembre 1950.

Troviamo fratel Leopoldo in diverse comunità: a Treviglio negli anni 1950-51; a Redona dal 1951 al 1952; a Loreto nel 1952-54; un breve soggiorno a Roma, via Romagna, poi di nuovo a Loreto dal 1954 al 1961, anno della chiusura di quella comunità. Una presenza lunga 20 anni, dal 1961 al 1981, presso la casa provinciale di Roma, con sede a via Cori. Nel 1981 approda ad Arbizzano e vi resta per 13 anni.

Ovunque si caratterizza per la dedizione al lavoro, per la fedeltà ai valori della vita religiosa e alla preghiera quotidiana, in particolare al santo Rosario. Esigente con se stesso e perfino duro nell'austerità di vita, desidera vedere l'impegno anche negli altri. Burbero ad una prima impressione, con il passar del tempo, sia a via Cori che ad Arbizzano, sa intessere buone relazioni con la gente del luogo, che apprezza la sua dedizione al lavoro, la sua schiettezza, oltre che il suo spirito di fede. Ama rimanere informato sulla vita della società e della chiesa, della Provincia e della Congregazione, per non rimanere ai margini del cammino della storia e per portare davanti al Signore nella preghiera i bisogni di tutti. Fratel Leopoldo non sempre si mostra d'accordo con l'evoluzione dei tempi e delle mentalità, ricordando le abitudini del passato, ma in fondo è il suo modo per sentirsi vivo e partecipe delle speranze e delle preoccupazioni dei fratelli di vita.

Sorella morte lo coglie all’alba di domenica 5 giugno 1994, solennità del Corpo e Sangue del Signore. Un attacco di asma nella notte fa cedere il suo cuore, resistente altre volte a simili crisi, divenute negli ultimi tempi più frequenti e più forti. I funerali si svolgono nella cappella della comunità. Dopo la liturgia funebre, tenendo conto dell’orario e delle distanze, ai confratelli venuti dalle vicine comunità e ai parenti viene offerto un pranzo sobrio, consumato in serenità pasquale. Fratel Leopoldo riposa nel cimitero di Arbizzano.

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