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Missionari Monfortani d'Italia

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Giovanni Paolo II Lettera 50° di Canonizzazione Montfort

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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DEL 50° DI CANONIZZAZIONE DEL MONTFORT



1. La famiglia monfortana apre un anno consacrato alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della canonizzazione di san Luigi Maria Grignion di Montfort, che ebbe luogo a Roma il 20 luglio 1947. Con la Compagnia di Maria, i Fratelli di San Gabriele e le Figlie della Sapienza, sono felice di rendere grazie al Signore per la crescente fama di questo santo missionario, il cui apostolato era impregnato da una profonda vita di preghiera, da una solida fede in Dio Trinità e da un'intensa devozione alla Santissima Vergine Maria, Madre del Redentore.

Povero tra i poveri, profondamente integrato nella Chiesa nonostante le incomprensioni incontrate, san Luigi Maria ha scelto come motto queste semplici parole: "Dio solo". Cantava: "Dio solo è la tenerezza, Dio solo è il mio sostegno, Dio solo è tutto il mio bene, vita e ricchezza" . In lui, l'amore per Dio era totale. Con Dio e per Dio andava verso gli altri e camminava sulle strade della missione. Sempre cosciente della presenza di Gesù e di Maria, con tutto il suo essere era un testimone della carità teologale, che desiderava condividere. La sua azione e la sua parola avevano l'unico scopo di invitare alla conversione e far vivere di Dio. Gli scritti sono altrettante testimonianze e voci del Verbo incarnato e di Maria, "capolavoro dell'Altissimo, miracolo della Sapienza eterna" (cf. AES, n. 106).

Il messaggio, che ci ha lasciato il Padre di Montfort si fonda inseparabilmente sulle meditazioni del mistico e sulla pedagogia pastorale dell'apostolo. Partendo dalle grandi correnti teologiche allora in voga, esprimeva la sua fede in funzione della cultura del tempo. Ora in forma poetica ora in modo familiare vicino al linguaggio dei suoi interlocutori, il suo stile può sorprendere i nostri contemporanei, ma ciò non deve impedire di ispirarsi alle sue feconde intuizioni. Per questo il lavoro svolto dalla famiglia monfortana oggi e prezioso, poiché aiuta i fedeli a cogliere la coerenza di una visione teologica e spirituale sempre orientata verso una vita intensa di fede e di carità.

Innanzitutto, san Luigi Maria colpisce per la sua spiritualità teocentrica. Ha "il gusto di Dio e della sua verità" (AES, n. 13) e sa comunicare la sua fede in Dio, del quale esprime la maestà e la dolcezza, poiché Dio è la sorgente inesauribile d'amore. Il Padre di Montfort non esita a svelare agli umili il mistero della Trinità, che ispira la sua preghiera e riflessione sull'Incarnazione redentrice, opera delle Persone divine. Desidera far cogliere l'attualità della presenza divina nel tempo della Chiesa. In particolare scrive: "La condotta tenuta dalle tre persone della Santissima Trinità nell'Incarnazione e nella prima venuta di Gesù Cristo, è da loro seguita ogni giorno in maniera invisibile nella santa Chiesa e sarà da loro seguita fino alla consumazione dei secoli nell'ultima venuta di Gesù Cristo" (TVD, n. 22). Nella nostra epoca, la sua testimonianza può aiutare a fondare in maniera decisiva l'esistenza cristiana sulla fede nel Dio vivente, su una relazione affettuosa con lui e su una solida esperienza ecclesiale, grazie allo Spirito del Padre e del Figlio, il cui regno continua nel presente (cf. PI, n. 16).

3. La persona di Cristo domina il pensiero di Grignion di Montfort: "Gesù Cristo nostro Salvatore, vero Dio e vero uomo, deve essere il fine ultimo di ogni nostra devozione" (TDV n. 61). L'Incarnazione del Verbo è per lui realtà del tutto centrale: "O Sapienza eterna [...], ti adoro [...], nel seno del Padre durante l'eternità e nel seno verginale di Maria, tua degna madre, nel tempo della tua Incarnazione" (AES, n. 223). L'ardente celebrazione della persona del Figlio di Dio incarnato, che si trova in tutto l'insegnamento del Padre di Montfort, conserva anche oggi intatto il suo inestimabile valore, poiché scaturisce da una concezione equilibrata dal punto di vista della dottrina e porta all'adesione di tutto l'essere a Colui che rivela all'umanità la sua vera vocazione. Possano i fedeli comprendere questa esortazione: "Gesù Cristo, la Sapienza eterna, e tutto ciò che potete e dovete desiderare. Desideratelo, cercatelo, [...] unica e preziosa perla" (TVD, n. 9).

La contemplazione delle grandezze del mistero di Gesù procede di pari passo con quella della Croce, di cui Montfort faceva il segno più importante nelle sue missioni. Spesso duramente provato, ne ha personalmente esperimentato il peso, come testimonia una lettera alla sorella, alla quale domanda di pregare per "ottenergli da Gesù crocifisso la forza di portare le più dure e le più pesanti croci" (Lettera 24). Giorno dopo giorno, pratica l'imitazione di Cristo in ciò che egli chiama l'amore folle della Croce, nella quale vede "il trionfo dell'eterna Sapienza" (AES, c. XIV). Con il sacrificio del Calvario, il Figlio di Dio, facendosi piccolo e umile fino all'ultimo, raggiunge la condizione dei suoi fratelli sottoposti alla sofferenza e alla morte. Qui, Cristo manifesta, in modo eloquente, il suo amore infinito e apre all'umanità la via della vita nuova. Luigi Maria, che seguiva il suo Signore e stabiliva "la sua dimora nella Croce" (TVD, n. 180), offre una testimonianza di santità che i suoi eredi nella famiglia monfortana devono a loro volta donare per mostrare a questo mondo la verità dell'amore che salva.

4. Per conoscere la Sapienza eterna, increata e incarnate, Grignion di Montfort ha costantemente invitato ad affidarsi alla Santissima Vergine Maria, cosi inseparabile da Gesù che "si separerebbe piuttosto la luce dal sole". Egli è un incomparabile cantore e discepolo della Madre del Salvatore, nella quale celebra colei che conduce sicuramente a Cristo: "Se stabiliamo una solida devozione alla Santissima Vergine Maria, è unicamente per stabilire più perfettamente ch'ella serve Gesù Cristo, e per offrire un mezzo facile e sicuro per trovare Gesù Cristo" (TDV, n. 62). Poiché Maria è la creature scelta dal Padre e totalmente dedita alla sue missione materna. Entrata in unione con il Verbo per libero consenso, ella si trova associata in modo privilegiato all'Incarnazione e alla Redenzione, da Nazareth fino al Golgota e al Cenacolo, assolutamente fedele alla presenza dello Spirito Santo. Ella ha trovato grazia davanti a Dio per tutti in generale e per ciascuno in particolare' (TDV, n.164)

Anche San Luigi Maria invita ad abbandonarsi totalmente a Maria per accogliere la sua presenza nell'intimo dell'anima. "Maria per l'anima è tutto presso Gesù Cristo: ne rischiara lo spirito con la sua pura fede. Rende più profondo il cuore con la sua umiltà, lo dilata e lo infiamma con la sua carità, lo purifica con la sua purezza, lo nobilita e lo rende grande con la sua maternità" (SDM, n. 57). Il ricorso a Maria induce a fare uno spazio sempre più grande a Gesù nella vita; è significativo, per esempio, che Montfort inviti il fedele a rivolgersi a Maria prima della comunione: "Supplicherai questa buona Madre di prestarti il suo cuore, per ricevere suo Figlio con le sue stesse disposizioni" (TVD, n. 266).

In questo nostro tempo, la devozione mariana è viva ma non sempre sufficientemente illuminata, sarebbe bene ritrovare il fervore e il tono giusto del Padre di Montfort per dare alla Vergine il suo vero posto e imparare a pregarla: " O Madre di misericordia, ottienimi la grazia della vera sapienza di Dio e mettimi perciò tra coloro che ami, istruisci, guidi. Vergine fedele, rendimi in ogni cosa un perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo tuo Figlio" (AES, n. 227). Senza dubbio sono necessari alcuni adattamenti del linguaggio, ma la famiglia monfortana deve continuare il suo apostolato mariano nello spirito del fondatore, per aiutare i fedeli a conservare una relazione viva e intima con colei che il Concilio Vaticano II ha onorato come un membro sopraeminente e assolutamente unico della Chiesa, ricordando che "la Madre di Dio è, come insegnava sant'Ambrogio, il modello della Chiesa nell'ordine della fede, della carità e della perfetta unione a Cristo" (LG, n. 63).

5. L'anno monfortano attira l'attenzione sugli assi portanti della spiritualità di San Luigi Maria, ma è anche opportuno richiamare che egli fu un missionario straordinariamente luminoso. Fin dall'ordinazione scriveva: "Provo grandi desideri di fare amare Nostro Signore e la sua Santa Madre, di andare, in maniera povera e semplice, a insegnare il catechismo ai poveri". Visse con totale fedeltà a questa vocazione, che condivideva con i preti che si uniranno a lui. Nelle Lettere ai sacerdoti della Compagnia di Maria, invita il missionario apostolico a predicare con semplicità, verità, senza timore e con carità, e con santità, avendo in vista Dio solo, con l'unico interesse della sua gloria e praticando per primo ciò che insegna agli altri" (n. 62).

In molte regioni del mondo s'impone la necessità di una nuova evangelizzazione e lo zelo del Padre di Montfort per la Parola di Dio, la sollecitudine per i più poveri, la competenza nel farsi capire dai più semplici e a stimolare la pietà, le sue qualità di organizzatore, le iniziative per prolungare il fervore con la fondazione di movimenti spirituali o per impegnare i laici al servizio dei poveri, tutto questo, con gli adattamenti adeguati, può ispirare gli apostoli di oggi. Una costante delle numerose missioni predicate da san Luigi Maria merita di essere sottolineata oggi: egli domanda di rinnovare le promesse del battesimo, facendo di questa stessa proposta una condizione all'assoluzione e alla comunione. Ciò costituisce una meravigliosa attualizzazione, in questo primo anno preparatorio al grande Giubileo dell'Anno 2000, particolarmente consacrato a Cristo e al sacramento del Battesimo. Montfort aveva ben compreso l'importanza di questo sacramento che consacra a Dio e costituisce la comunità, e anche la necessità di riscoprire, in una costante adesione di fede, il valore degli impegni del battesimo.

Missionario del Vangelo, infiammato dall'amore di Gesù e della sua santa Madre, seppe affascinare le folle, portandole all'amore di Cristo Redentore contemplato sulla Croce. Possa egli sostenere gli sforzi degli evangelizzatori del nostro tempo!

Cari fratelli e sorelle della grande famiglia monfortana, in questo anno di preghiera e di riflessione sulla preziosa eredità di san Luigi Maria, vi incoraggio a rendere fruttuoso questo tesoro, che non deve restare nascosto. L'insegnamento del vostro fondatore e maestro raggiunge i tempi che tutta la
Chiesa medita all'avvicinarsi del grande Giubileo; traccia il cammino della vera Sapienza, che bisogna far conoscere a tanti giovani, che cercano un senso e uno stile di vita.
Approvo le vostre iniziative per diffondere la spiritualità monfortana, nelle forme che convengono alle diverse culture, grazie alla collaborazione dei membri dei tre Istituti. Siate anche un appoggio e una garanzia per i movimenti che si ispirano al messaggio di Grignion di Montfort, per dare alla devozione mariana un'autenticità sempre più sicura. Rinnovate la vostra presenza tra i poveri, il vostro inserimento nella pastorale ecclesiale, la vostra disponibilità all'evangelizzazione.

Affidando la vostra vita religiosa e il vostro apostolato all'intercessione di san Luigi Maria e della beata Maria Luisa Trichet, accordo di buon cuore a voi e anche a tutti coloro che vi sono vicini e che servite, la Benedizione apostolica.

Dal Vaticano, 21 giugno 1997


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