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LA MISSIONE

ALL'ISOLA D'YEU

 

Mgr de Lescure vescovo di Luçon lgli domanda di andare nelle parrocchie più lontane della diocesi, in particolare a Saint-Sauveur sull'isola d'Yeu.

Il Padre di Montfort, sempre attratto dalle missioni lontane, trova là una piccola compensazione: lascia il continente e salpa per quest'isola, accompagnato dal des Bastières.


Presto si viene a sapere che i missionari sono sfuggiti ai corsari. Conquistano la simpatia di questa gente di mare, che partecipa con zelo generale alla missione.

Attenzione ai poveri.

All'isola d'Yeu, l'attenzione del Montfort per i poveri, si inserisce in una tradizione ben radicata.
Incontra una comunità di Figlie della Carità, a servizio dei poveri dal 1668, qualche anno solo dopo la morte di san Vincenzo de' Paoli. Così l'iniziativa del Montfort si salda con quella del grande "apostolo dei poveri" del XVII secolo.


Gli basta adattare e allargare al tempo della missione un servizio ormai sperimentato. Organizza una "pentola dei poveri", dove ciascuno può venire a mangiare. I poveri si presentano all'ora stabilita. Si fa una lettura e poi si serve loro il pasto. Poi, il buon Padre tiene una istruzione adatta a loro. Così ripartono, saziati di cibo e di parola.

Eglise Saint-Sauveur

La recita del Rosario.

In diversi punti dell'isola si recita il Rosario. Queste famiglie di marinai, così spesso esposti ai pericoli del mare, si abituano a pregare Maria, nelle tre cappelle: Madonna d'eu nel campo di Saint-Hilaire, Madonna de Bonne Nouvelle e la Madonna de Bon-Secours, sul porto (Port-Joinville).

Notre-Dame de Bonne Nouvelle

La chiusura della missione.

Secondo la sua abitudine, il Padre di Montfort chiude la missione piantando una croce. Per questo sceglie un luogo elevato che domina il porto e il mare. Desidera che la croce sia visibile a tutti come segno di salvezza in mezzo alle tempeste della vita. Si racconta che vi era una enerme pietra che nessuno riusciva a spostare. Montfort non fa che toccarla ed essa rotola fino alla base della falesia e ancora oggi la si può vedere. Molti altri fatti prodigiosi, attribuiti al Montfort, restano vivi nella tradizione locale.

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