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Missionari Monfortani d'Italia

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P. Carlo Berton (1931-2001)






Nascita: 02.01.1931 - Quero (Bl)
Professione: 08.09.1950 - Castiglione T. (To)
Ordinazione: 25.02.1956 - Loreto (An)
Morte: 19.06.2001 - Redona di Bergamo-Villa Montfort
Sepoltura: Quero (Bl)


Carlo Berton nasce a Quero (Bl) il 2 gennaio 1931. Ha nella famiglia dei missionari monfortani uno zio, padre Vittorio Berton. Terminati gli studi alla Scuola apostolica di Redona di Bergamo, nel 1949 entra in noviziato a Castiglione (To), dove l'8 settembre dell'anno successivo emette i primi voti religiosi nella Compagnia di Maria. Continua gli studi di filosofia e teologia allo studentato di Loreto e il 25 febbraio 1956 viene ordinato sacerdote nella Basilica della Santa Casa.

I Superiori esaudiscono subito il suo desiderio di lavorare in terra di missione: nello stesso anno parte per il Madagascar. Nell’Isola Rossa trascorre tutta la sua vita di sacerdote monfortano, ad eccezione del periodo trascorso a Roma, come Assistente generale, dal 1981 al 1987. In Madagascar padre Carlo lavora a diversi livelli: parrocchiale, diocesano e di Congregazione, facendosi apprezzare e stimare per le capacità, la serietà, l'impegno e la coerenza di vita.

In una lettera del 1977 indirizzata a due confratelli che stanno per raggiungere il Madagascar come missionari, così scrive: “ …Sappiate che siete attesi: dal Vescovo, dai confratelli, dalla gente che desidera incontrare Cristo. Sarà per mezzo vostro che essi potranno incontrare Gesù, non solo dalla vostra parola, ma da quanto vivrete... Venite come dei ‘servitori’ che si mettono al servizio: i malgasci sono come i nostri datori di lavoro”. Dedica gli ultimi anni del suo ministero apostolico soprattutto al servizio dei giovani candidati alla vita monfortana che, per lui, sono il futuro della nostra presenza nell'Isola Rossa.

Nel 1997 i primi sintomi di un male che all’inizio non sembra crudele. Rientra in Italia per curarsi e dopo pochi mesi riparte pieno di speranza. In una lettera scritta per il Natale si legge: “Non vi nascondo la mia gioia per aver ripreso il lavoro, poiché mi ponevo degli interrogativi sul mio futuro a livello di salute. Mi sento in forma e cerco di lavorare ancora meglio, impegnando le forze in quello che vi è di più urgente. Per ora le urgenze del mio lavoro missionario sono due: la formazione dei giovani malgasci perché siano missionari come noi, consacrati per la chiesa e per il popolo, e il servizio dei poveri della zona, soprattutto l'infanzia, le ragazze e le donne in difficoltà”. Ma l'acutizzarsi dei sintomi della malattia lo costringe ancora al rientro in Italia, e a Villa Montfort vive nella serenità e nella speranza di poter guarire e tornare al suo lavoro. Non interrompe il legame epistolare con i giovani seminaristi monfortani e con gli altri missionari. In questo tempo legge e rilegge la sua Bibbia, sottolineando tutte le frasi che più gli suonano familiari e dense di significato per quanto sta vivendo.

Spera sempre di poter rientrare in Madagascar: all’Immacolata, a Pasqua, ad agosto. Invece conclude il suo pellegrinaggio terreno il 19 giugno 2001. Il Vescovo di Tamatave, informato della sua morte, dice: "Perdiamo con padre Carlo una personalità del clero malgascio". Riposa nel cimitero del suo paese natale: Quero (Bl).

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