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Pio XII Omelia dopo la canonizzazione

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MONTFORT NELLO SPLENDORE DEI SANTI

Ecco, nella versione italiana, il testo dell'Omelia tenuta dal Sommo Pontefice Pio XII in onore del nuovo Santo, subito dopo la Cano- nizzazione.

Venerabili Fratelli, diletti figli,
Quando Luigi Maria Grignion di Montfort (che poco fa, con l'aiuto e l'ispirazione di Dio, abbiamo redimito dell'aureola dei Santi) venne in quest'alma Città a venerare, umile e devoto, la Tomba del Beato Pietro, dal Predecessore Nostro Clemente XI, allora gloriosamente regnante, seppe di essere destinato non ad evangelizzare i popolo infedeli, com'egli bramava, ma a rinnovare felicemente i costumi nella propria nazione. E il Santo, obbedendo prontamente all'augusta esortazione. tornò in Francia e per tutta la vita nulla ebbe di più caro che rispondere con generosa alacrità all'invito paterno del Sommo Pontefice. Più di una volta e quasi sempre a piedi percorse tutte le regioni della sua patria; passò, pellegrino apostolico, per città, borgate, villaggi e solitarie contrade; e dovunque apparve banditore della divina Verità e ardente suscitatore di virtù, dovunque si ebbe un'auspicatissima riforma della vita cristiana: sedate le discordie, composti i dissidi, spenti gli odi, la fede illanguidita tornò vivissima e la carità diede frutti splendidi e salutari.

Gli errori che serpeggiavano, assai spesso camuffati con le apparenze della verità, lo ebbero strenuo e indefesso oppugnatore; lottò pure fortemente contro certe forme di pietà poco rette, aliene dai precetti della Chiesa e dalle norme e dagli esempi dei Santi. Con ciò riuscì a conservar incolume l'integrità della dottrina cattolica, e la Fede non solo tornò a risplendere nelle menti ma influì salutarmente anche nei costumi pubblici e privati.


Inoltre, alle due Famiglie religiose da lui fondate lasciò come sacra ere-dità la particolare forma di perfezione da lui intrapresa e perseguita sino all'ultimo respiro della vita. Le quali Congregazioni se perseverano con diligenza, come fanno tuttora, a seguire le sue orme, se soprattutto ne imitano l'amore verso Dio e il prossimo, se come lui coltivano un'ardente devozione alla Vergine Madre di Dio, e ricopiano in sé, la sua umiltà, l'amore per l'evangelica povertà e la sua ininterrotta applicazione alla preghiera, considerandolo come maestro padre e fondatore, senz'alcun dubbio potranno assicurare ottimamente la salvezza propria ed altrui.


Non crediamo quindi necessario esortare i suoi figli spirituali in questo fausto avvenimento; i fatti parlano da sè. Ci è grato tuttavia esporre per sommi capi e brevemente come il Santo abbia potuto ricondurre al divin Redentore una moltitudine così vasta di gente, compiere infaticabilmente tanti viaggi, superare vittoriosamente tanti contrasti di uomini e di cose e soprattutto richiamare a penitenza e a vita cristiana tante anime che parevano incallite nel vizio.


Tutte queste cose, Venerabili Fratelli e diletti figli, assai facilmente si comprendono se si considera il suo accesissimo amore per Gesù Cristo, se si guarda la sua divampante, solida e retta devozione alla Madre di Dio. Dio gli era tutto; per cui non aveva nulla di più caro, nulla di più soave e dolce che vederLo in ogni cosa, in ogni cosa conoscerLo ed amarLo. L'uunica sua brama era di compiere la Volontà di Dio ed aumentarne la gloria. Quando predicava al popolo, la carità che lo bruciava dentro splendeva talmente al di fuori attraverso le luminose sentenze e le fiammanti immagini, che attirava a sè gli uditori con forza irresistibile.


E quando li teneva nelle sue mani, riusciva con facilità incredibile a richiamarli dall'errore alla verità, dal vizio alla penitenza, dall'indifferenza e dal tedio delle cose celesti a un fervore salutare e ad un assiduo lavoro di perfezione.


Perciò non solo coloro che appartengono alle due Congregazioni da lui fondate hanno moltissimo da imparare e da imitare, ma anche tutti i cristiani, specie in questi tempi nei quali languisce la fede cattolica, i costumi sono rilassati o addirittura corrotti, e qua e là, con grave detrimento comune, ardono le discordie, e non c'è autorità che le possa frenare o contenere, nè carità che plachi, componga o moderi.


Torni, deh torni davanti agli sguardi e alle menti di tutti la fulgida e soavissima figura di questo Santo, e ricordi nuovamente agli uomini di essere nati per il Cielo e non per la terra; e tanto li sproni a seguire le massime cristiane, ad unirsi nella concordia fraterna, a raggiungere infine quella santità, ornati della quale potranno un giorno, per ispirazione e con l'aiuto della divina grazia, godere nel Cielo l'eterna felicità.

Così sia.

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