Trovare Maria per trovare la Grazia

«L’acquisto della santità di Dio è tua sicura vocazione; a questo devono tendere tutti i tuoi pensieri, le parole e le azioni, le sofferenze, le aspirazioni della tua vita; altrimenti tu resisti a Dio, non compiendo ciò per cui egli ti ha creata e ti mantiene in vita.
 
Oh! che opera meravigliosa! La polvere viene trasformata in luce, il fango in purezza, il peccato in santità, la creatura nel creatore e l’uomo in Dio! Opera meravigliosa! – lo ripeto, ma opera difficile in se stessa e impossibile alla sola natura. Solo Dio la può realizzare, mediante la grazia e una grazia abbondante e straordinaria…per trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria»
Montfort, SM 3.6

Un dogma non è mai solo ‘vero’, ma è sempre una verità annunciata a noi e per noi; quindi, dice qualcosa anche ‘della’ e ‘alla’ nostra vita. Che cosa dice a noi la realtà stupenda di Maria concepita senza peccato originale? Quali sono gli atteggiamenti che questa verità di fede suscita in noi?

Sarebbe troppo poco se la contemplazione dell’Immacolata ci suggerisse un semplice sentimento di nostalgia, misto a delusione e rammarico, del tipo: «ecco che cosa saremmo noi se non avessimo il peccato!». Non può essere solo questo l’atteggiamento giusto che deve scaturire dalla contemplazione di Maria Immacolata!

Al contrario, guardare a Maria, preservata dal peccato, ci suggerisce che anche noi, seppure attraverso un percorso più lungo e accidentato, possiamo raggiungere la sua stessa santità, se non nella forma della “preservazione” almeno in quella della “guarigione” dal peccato!

Guardando dalla prospettiva di Maria, l’Immacolata ci annuncia che la grazia ha sempre il primato, che la salvezza non è opera delle nostre forze. Maria Immacolata ci insegna che tutto ha inizio dalla grazia. Potrebbe sembrare scontato, ma non lo è. Tutti a parole lo diciamo, ma poi nella sostanza rischiamo di sopravvalutare le nostre opere, il nostro lavoro, di sentirci indispensabili, come se tutto dipendesse da noi.

Guardando dalla prospettiva nostra, che invece siamo guariti dalla colpa, scopriamo che la salvezza non è mai compromessa del tutto, è sempre possibile, nonostante il nostro peccato. Questo significa che il peccato non ha l’ultima parola sulla nostra vita e che, se anche siamo partiti in svantaggio, possiamo arrivare al traguardo.