Le giornate Lauretane 2026

Anche quest’anno Loreto con i suoi luoghi sacri e ha accolto le persone che vivono la proposta spirituale di San Luigi Maria di Montfort per le Giornate di spiritualità. Anno speciale in cui ricordiamo i 320 anni del pellegrinaggio di San Luigi di Montfort a Loreto in viaggio verso Roma nel maggio 1706. Dall’11 al 13 settembre scorso, si sono ritrovate circa 150 persone che hanno vissuto con intensità tutti i momenti proposti: le catechesi, le celebrazioni, i pasti, e tanti incontri di scambio. Il tema proposto “Il Verbo si fece carne. Maria Casa della Sapienza (AES 105)” si armonizzava bene al luogo del nostro incontro. La scritta in grandi caratteri d’oro in Santa Casa ricorda “il grande mistero dell’Incarnazione del Verbo, che si celebra il 25 marzo. È questo il mistero proprio della devozione di cui ho parlato” scrive Montfort nel suo Trattato. E i relatori con grande competenza e passione ci hanno fatto entrare in questo grande mistero, passando dalla Santa Casa di pietra a Maria Casa della Sapienza. P. Corrado Maggioni ci ha presentato “Maria capolavoro della Sapienza”: Il vertice di questo desiderio della Sapienza di donarsi è l’incarnazione. La Sapienza eterna si fa carne. La pienezza del tempo è colmata da questo farsi carne nel grembo di una donna. “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo figlio nato da donna”. Colui che ha creato il mondo accetta di nascere piccolo, povero, fragile. Colui che sostiene l’universo entra nel grembo di una donna. Colui che ha la vita accetta di condividere la condizione mortale. Proprio pensando a tutto questo, il Montfort esclama nell’esordio della formula di consacrazione: “O sapienza eterna e incarnata, Gesù degno di immenso amore e di adorazione.”

 Mons. Carmelo Pellegrino partendo dal tema “La Sapienza cerca una casa. Maria è casa!”

“Dio ci vuole amare, ci vuole salvare. Siamo qui a Loreto dove celebriamo il mistero dell’incarnazione. Ma che cos’è l’incarnazione se non una meravigliosa attuazione di questo desiderio di Dio, di questo amore che si è rivelato in noi proprio in questo evento in cui il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, dopo il peccato dell’uomo per poterci raggiungere, per colmare questa distanza infinita che c’era tra noi e lui, che noi avevamo messo con la nostra libertà rispetto a lui, si è incarnata; quella distanza che noi avevamo posto a partire dall’ascolto di una menzogna. Dio nel suo amore è rimasto fedele al suo disegno per noi. E l’amore cerca sempre la comunione ed è quello che fa Dio con Maria”.

Don Francesco Filannino ci ha commentato alcuni testi del Primo Testamento e ci ha fatto notare come sono il sottofondo al Prologo di San Giovanni con la sua lapidaria affermazione: “E il Verbo si è fatto carne ed ha posto la sua tenda in mezzo a noi”.

“È per questo motivo che nella riflessione liturgica, teologica, spirituale Maria diventa non solo casa della sapienza, ma in fondo viene identificata con la sapienza stessa. Perché chi era il sapiente? Colui che accoglieva la sapienza e viveva. Chi è Maria? Colei che ha accolto la parola e ha vissuto secondo la parola, quella parola che è il suo stesso Figlio incarnato. E allora per questo motivo noi diciamo ci rivolgiamo a Maria come sede e casa della sapienza.”

Non possiamo nascondere la gioia e la sorpresa per l’intervento di p. Giuseppe Santarelli che senza badare ai suoi 90 anni, in piedi, ci ha intrattenuto per più di mezz’ora senza arrestarsi, senza confondere date e nomi, con estrema lucidità, su “La mia vita nella casa di Maria”.

Intensa è stata la partecipazione di tutti. Un momento forte è stato l’intrattenimento vissuto in basilica nella serata degli arrivi. Attraverso letture, canti, e dialoghi abbiamo potuto scrutare il cuore di San Luigi Maria soprattutto attraverso il testo del dialogo avuto dallo stesso Luigi con l’amico canonico Gianbattista Blain, nel 1714 trasmessoci dall’amico stesso. Il testo ci ha avvicinato ancor più all’animo del missionario, alle contraddizioni e alle critiche da lui vissute.

Un grazie all’arcivescovo mons. Fabio che come sempre ci accoglie assieme ai frati Cappuccini e al personale della prelatura e ci aiutano a vivere in pienezza questi momenti di grazia.