Maria, sacra calamita

Ascolto la Parola di vita

Dal Libro del profeta Isaia   

«Stillate, cieli, dall’alto
e le nubi facciano piovere la giustizia;
si apra la terra e produca la salvezza
e germogli insieme la giustizia.
Io, il Signore, ho creato tutto questo» (45,8).

Contemplo con Luigi di Montfort

Da L’amore dell’eterna Sapienza (cfr. AES 212)

«Maria è la sacra calamita che, dovunque si trovi, attira così fortemente l’eterna Sapienza, che questa non può resistere. È la calamita che l’ha attirata sulla terra per tutti gli uomini e che l’attira ancora, ogni giorno, in ogni anima dove Maria dimora. Se giungiamo ad avere Maria dentro di noi, facilmente ed in poco tempo, per la sua intercessione, avremo anche la divina Sapienza. Di tutti i mezzi per avere Gesù Cristo, Maria è il più sicuro, il più facile, il più breve e il più santo.

Facessimo pure spaventose penitenze, penosissimi viaggi e laboriosissime fatiche, spargessimo perfino sangue per acquistare la Sapienza, se in tutti questi sforzi non entrassero l’intercessione e la devozione alla Vergine santa, sarebbero inutili ed incapaci di ottenerla. Ma se Maria dice una parola per noi, se in noi regna il suo amore, se abbiamo l’impronta dei suoi fedeli servi che custodiscono le sue vie, allora, presto e con poca fatica, avremo la Sapienza divina».

Rifletto

La Chiesa vede realizzato lo struggente desiderio di Israele ed esaudita la sua accorata invocazione del Messia promesso, nell’incarnazione del Verbo. Cristo, infatti, è il Salvatore e il Giusto definitivo e Maria è la terra che si apre perché nasca il Salvatore. Scrive san Bernardo: «In lei, come rugiada discesa dal cielo, si infuse tutta la pienezza della divinità di modo che da tale pienezza tutti noi ricevessimo grazia, noi che, senza di essa, non siamo altro che terra arida» (Sermo II,7). La condiscendenza del Padre si piega sulla terra e suscita l’apertura del cuore di Maria di Nazareth che, dilatato dall’amore, si fa ascolto della Parola e accoglienza della sua Carne.

Luigi di Montfort fa riferimento al testo di Isaia nel suo scritto L’amore dell’eterna Sapienza, là dove parla dell’Incarnazione del Verbo (cfr. AES 104). Sottolinea che l’insistente preghiera dei profeti ha trovato risposta in Maria. La sua piena corrispondenza all’amore ha rapito in ammirazione e ha attirato lo stesso Dio.

Dove c’è, Maria attira Dio! Maria, “santa calamita”, nell’incarnazione ha attirato Dio sulla terra! L’immagine non è originale di san Luigi di Montfort. Si trova in una delle sue fonti, il gesuita François Poirè. Nel suo libro La triplice corona della Beata Vergine Madre di Dio chiama Maria “calamita” in quanto ha attirato la divinità del Salvatore, affinché Dio fosse concepito nel suo grembo e l’uomo fosse tratto fuori dalle tenebre in cui si era tuffato e immerso a causa del peccato.

Maria nell’incarnazione ha attirato la Sapienza eterna, con una tale forza che questa non ha potuto opporle resistenza. L’ha fatta scendere dal cielo! Maria ha incantato Dio con la sua umiltà spinta fino al nulla. Ha attirato Dio con la purezza e la limpidezza del suo cuore, ha fatto a Dio dolce violenza con la sua fede e la sua preghiera piena d’amore.

Per questo una tenera e vera devozione a Maria Vergine è il più meraviglioso dei segreti per avere e conservare la divina Sapienza. Scrive, infatti, il Santo di Montfort: «Nessuno, al di fuori di Maria, ha trovato grazia davanti a Dio per sé e per tutto il genere umano. Nessuno, al di fuori di lei, ha avuto il potere di incarnare e far nascere l’eterna Sapienza e può ancora oggi, in collaborazione con lo Spirito Santo, incarnarlo, per così dire, nei predestinati» (AES 203).

Dove c’è, Maria porta a Dio. Ha attirato la Sapienza eterna e attira tutti a Gesù. Come una calamita, Maria di Nazareth libera il cuore dagli attaccamenti ai beni materiali, alle proprie passioni, ai propri idoli, alla sapienza del mondo che, pesanti come ferro, schiacciano a terra e impediscono di alzarsi verso l’alto, e attira verso il Cielo.

Prego

«O Maria,
contemplo meravigliato la tua gioia
per aver dato la vita al tuo Salvatore.
Purezza senza pari, umiltà profonda,
tu hai attirato il Signore.
Cuore diletto,
si è donato, si è incarnato»

(cfr. Cantico 57,6)

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