Mons. Coupperie: un vescovo monfortano nella terra di Abramo

Il viaggio apostolico di papa Francesco in Iraq, all’insegna del motto evangelico “Siete tutti fratelli”, è motivo di particolare gioia per la nostra Congregazione che, in una certa misura, è legata alla Chiesa di Baghdad attraverso Mons. Pierre Alexandre Coupperie, primo vescovo monfortano.

Nato il 2 aprile 1770 a La Chapelle Palluau, entra nella Compagnia di Maria nel 1810. Poi nel 1819, dopo essersi offerto a Papa Pio VII per le missioni estere (come aveva fatto il Padre di Montfort nel 1706), è nominato Vescovo di Babilonia dei Latini e Amministratore Apostolico del Vescovo latino di Ispahan. Nel suo stemma spiccano i rimandi alla spiritualità di san Luigi di Montfort: “Ave Maria – Gloria a Gesù in Maria”.

Fernando Filoni, che è stato Nunzio apostolico a Baghdad dal 2001 al 2006, nel suo libro, La chiesa nella terra di Abramo, Dalla diocesi di Babilonia dei latini alla nunziatura apostolica in Iraq, ricostruendo la storia della presenza della Chiesa cattolica nel Paese del Golfo, ha dedicato alcuni passaggi a mons. Coupperie.  Scrive tra le altre cose:

“I primi anni del vescovo Coupperie a Bagdad furono per lui assai duri: l’età, il clima, la mancanza di cooperatori religiosi, l’ampiezza del territorio, i difficili e pericolosi spostamenti, misero a dura prova la sua resistenza; pensò, dunque, di rinunciare al proprio mandato; ma Leone XII respinse le dimissioni, anzi volle che Propaganda Fide lo incoraggiasse a proseguire (…)”.

Richiama, quindi, le priorità che mons. Coupperie individuò per la sua azione pastorale: sviluppo delle vocazioni, sostegno ai vescovi e ai preti nei loro bisogni spirituali e materiali, riscatto dei cristiani miseramente caduti nelle mani dei musulmani a causa dei debiti contratti, cura dei cristiani disseminati in regioni lontane e privi di assistenza religiosa, aiuto finanziario alle chiese povere.

Lo zelo apostolico lo porterà anche a dialogare fraternamente con i Cristiani delle Chiese siriane, nestoriane e giacobite separate da Roma. In pari tempo, mise ogni ardore nel ripristinare l’educazione scolastica avviata dai carmelitani e intuì l’importanza di avere al proprio servizio pastorale una congregazione religiosa femminile; fondò quindi le Servantes de Dieu a cui diede una regola piena di saggezza e di pietà. Scrive ancora il Filoni:

“Nell’ottobre del 1830 il vescovo Coupperie chiese a Roma un coadiutore; e fu subito esaudito da Gregorio XVI che conosceva bene le difficoltà e i problemi del vescovo di Bagdad; il 18 giugno 1831 gli veniva comunicato che il papa nominava suo coadiutore il lazzarista Namanno Agostino Falguières, superiore dei Preti della Missione di Naxia, promosso all’episcopato con il titolo Saladensis in partibus.

Ma prima che la notizia potesse giungere a Bagdad, il 25 aprile 1831 il Coupperie inaspettatamente moriva, vittima della pestilenza che decimava la città; il presule aveva voluto che i cristiani non morissero senza sacramenti ed egli stesso diede ammirevole esempio nell’assistere i moribondi; qualcuno dei preti si era ammalto ed egli, nel curarlo, restò vittima del proprio zelo apostolico, lasciando dietro di sé una reputazione di santità, di saggezza e di dedizione”.

Nel discorso di papa Francesco ai Vescovi, sacerdoti, religiosi e seminaristi, nella Cattedrale Siro-Cattolica di “Nostra Signora della Salvezza” a Baghdad (venerdì, 5 marzo 2021), pare proprio di ritrovare l’anima del servizio episcopale di mons. Couppiere.

Un ministero in termini di vicinanza ai fedeli affidati alle sue cure. Vicinanza particolare ai sacerdoti, non come un amministratore, ma come un padre, pronto a offrire sostegno e incoraggiamento con cuore aperto.

Ancora, ricerca dell’unione fraterna tra le diverse Chiese presenti nel Paese, nello sforzo per costruire ponti. 

3 commenti su “Mons. Coupperie: un vescovo monfortano nella terra di Abramo”

  1. O. Mihovil Filipovic

    Belissima istoria e un esempio che risveglia l’ardore missionario. Grazie a Dio per i santi che ci diano sempre una motivazione e sostegno. Si potrebbe fare il processo per onorarlo come servo di Dio, beato, santo

  2. Grazie, pe. Alfio. Che bella storia.
    Non la conoscevo. Bravo monfortano, il vescovo.

  3. Grazie, fr. Alfio. Che bella storia.
    Non la conoscevo. Bravo monfortano, il vescovo.

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