Montfort e Chiara Lubich: legami spirituali

Il 3 gennaio 2021, in prima serata, su Rai Uno (primo canale nazionale italiano) è stato trasmesso il film TV: “Chiara Lubich, l’amore vince tutto”.  La fiction ha ripercorso i primi anni, dal 1943 al 1946, della vita della fondatrice del Movimento dei Focolari. 

Il centenario della nascita di Chiara Lubich offre l’occasione per rivisitare le sue affinità spirituali con san Luigi Maria di Montfort, illustrate da Florence Gillet, teologa appartenente al Movimento dei Focolari,  nella sua testimonianza al colloquio monfortano tenutosi ad Angers, in Francia, nel 2016.    

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5 commenti su “Montfort e Chiara Lubich: legami spirituali”

  1. Giovanni Di Guglielmo

    Purtroppo la ricostruzione televisiva è stata in parte alterata dalle dichiarazioni dell’attrice protagonista Cristiana Capotondi circa il modello di una “fratellanza universale” (ricordo, se mai ce ne fosse bisogno, che si è fratelli solo se lo si è in Cristo dopo che lo si e riconosciuto Figlio di Dio) propugnato da Chiara Lubich oppure il suo essere donna del dialogo (anche qui ricordo che il dialogo – vedi quello oggi tanto propagandato tra San Francesco e il Sultano – è cosa buona quando è finalizzato alla conversione a Gesù).

  2. Claudia Saccomandi

    Il film non lho visto ma, ho seguito la sua storia su internet. Mi ha colpito la frase che disse ai suoi focolarini (ama e poi fai quello che vuoi ) Lo Spirito Santo mi ha illuminato, grazie. Se ai alla radice l’amore, qualsiasi cosa tu faccia o dica sarà cosa buona.

  3. Ho visto anch’io il film e non sapevo assolutamente delle persecuzioni che aveva vissuto con fede e fortezza.Però ho capito anche che le difficoltà fanno crescere la Sua opera in noi e quindi non dobbiamo soccombere ma lasciar che Lui vinca anche in noi il male e ciò che sembra morte è solo per sperimentare la resurrezione.

  4. Ho visto anch’io il film e non sapevo assolutamente delle persecuzioni che aveva vissuto con fede e fortezza.Però ho capito anche che le difficoltà fanno crescere la Sua opera in noi e quindi non dobbiamo soccombere ma lasciar che Lui vinca anche in noi il male e ciò che sembra morte è solo per sperimentare la resurrezione.

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